Il gruppo strategico integrato. Teoria, metodi e strumenti per una conduzione efficace

La Dott.ssa Celia è autrice del libro (in uscita con la Franco Angeli il 4 Aprile 2014) dal titolo “Il gruppo strategico integrato. Teoria, metodi e strumenti per una conduzione efficace”.

Questo testo, fortemente specialistico ed innovativo, è destinato a medici, psicologi, counselors, esperti di coaching, formatori e offre nuove interpretazioni sul funzionamento dei gruppi e metodi di intervento per condurli in modo efficace. In particolare, viene presentata una nuova prospettiva teorica-clinica (definita strategica-integrata) e una nuova metodologica (attraverso lo sviluppo di uno strumento denominato Griglia per l’Inquadramento dello Stile Narrativo dei Gruppi Dinamici G.I.N.) del processo dinamico in gruppo che può essere adottata per diverse tipologie di gruppo con ottimi risultati.

La reinterpretazione della dinamica di gruppo in chiave strategico-integrata, che nel libro viene proposta, sviluppata ed implementata, prende forma all’interno di un più ampio lavoro personale e professionale di integrazione tra dimensione scientifica e dimensione clinico- formativa.

La lunga esperienza clinico-formativa ha condotto l’autrice a verificare l’ipotesi teorico-metodologica che i gruppi abbiano uno specifico stile narrativo in funzione della fase in cui si trovano e che questo stile può essere individuato attraverso alcuni indicatori specifici. Questo stile narrativo può essere inquadrato dal clinico-conduttore attraverso uno strumento (la G.I.N.), costruito ad hoc dalla Dott.ssa Celia. In questo modo, si offre al conduttore un importante strumento che dà la possibilità di direzionare più efficacemente il suo intervento, facilitare l’evoluzione del gruppo, produrre cambiamenti nei partecipanti e verificare al tempo stesso il proprio lavoro con il gruppo in base degli obiettivi prefissati. Si propone così una nuova ipotesi del legame che intercorre tra narrazione, intesa come stile narrativo, e fasi dinamico-evolutive che il gruppo attraversa.

La Dott.ssa Celia ha scritto inoltre due contributi intitolati: “Organizzazione ed esiti dei moduli frontali – laboratori di sensibilizzazione” e “Organizzazione ed esiti del laboratorio di informazione-sportello di counseling psicologico”, all’interno del testo edito da Cues (in corso di stampa) “I ragazzi tra amore, sessualità normale e sessualità patologica. Esiti di un progetto di ricerca-azione”, a cura di Giulia Savarese. Nei due contributi, la Dott.ssa Celia descrive i  moduli da lei affrontati all’interno della più ampia ricerca condotta con gli adolescenti nelle scuole della Campania sull’educazione sessuale, sulla conoscenza, approfondimento e prevenzione degli abusi sessuali.

Gli obiettivi del primo modulo sono stati: definizione di maltrattamento fisico, psicologico, abuso sessuale; gli abusanti; tipologie di reati sessuali; indicatori psicologici; le cause; imparare a riconoscere situazioni a rischio; imparare a prevenire le situazioni a rischio; imparare a scegliere il comportamento adeguato per affrontare una situazione a rischio.

Al fine di creare un coinvolgimento dei ragazzi sui delicati temi da trattare e all’ulteriore scopo di rilevare le loro conoscenze di base, è stato presentato un quiz a squadre. La partecipazione è stata attiva e interessata. Il secondo modulo è stato dedicato a presentare le principali conseguenze al trauma della violenza. È stato proiettato il film “La bestia nel cuore”, seguito da un dibattito e dalla presentazione di slide. In generale, i ragazzi hanno avuto la possibilità di confrontarsi su temi delicati, acquisire informazioni importanti al fine di riconoscere le diverse forme di violenza e le loro difficili conseguenze, avere allo stesso tempo istruzioni su come difendersi e difendere chi patisce di queste esperienze. Hanno anche compreso che un trauma di questo genere si ripercuote su ogni aspetto della vita del soggetto, procurando ferite poco rimarginabili. Hanno mostrato empatia verso la vittima e partecipazione al processo di riconquista di sé e superamento della dolorosa vicenda subita.

Un ulteriore contributo nel libro della Dott.ssa Celia è stato quello di spiegare e descrivere l’attivazione del counseling psicologico all’interno della scuola.

La Dott.ssa Celia ha scritto inoltre un contributo in cui propone una tecnica d’intervento da utilizzare con i docenti intitolato: “Una metodologia d’intervento per la formazione dei docenti: Co-costruzione di Ipotesi Risolutive (CCIR)” all’interno del testo edito nel 2014 dalla Franco Angeli “Motivazione allo studio e dispersione scolastica. Come realizzare interventi efficaci nella scuola”, a cura di Mauro Cozzolino. Nel suo contributo, la Celia, dopo aver affrontato le questioni principali legate alla formazione all’interno di un’organizzazione complessa come la scuola, presenta il modello teorico socio-culturale alla base della metodologia proposta. La metodologia della Co-costruzione di Ipotesi Risolutive (CCIR), presentata in maniera operativa nella seconda parte del capitolo, è una metodologia gruppale di intervento formativo che scaturisce dall’esperienza maturata dall’autrice in molti interventi di formazione condotti nel contesto scolastico e rientra fra i metodi attivi di apprendimento, i quali hanno il vantaggio di rendere gli utenti protagonisti del processo formativo e costruttori dei loro stessi apprendimenti.

L’idea di fondo di questa metodologia è che le risposte, che scaturiscono da un processo di co-costruzione nei contesti d’interazione sociale, siano più efficaci di quelle prodotte dal lavoro di un singolo individuo, in particolare quando quest’ultimo appartiene ad una organizzazione complessa come la scuola (Gergen 1994; Bruner, 1996; Cole 1996; Mantovani, 1998). L’intervento presentato si articola in quattro fasi in cui a partire da “ricerca d’aula” sulle esperienze professionali dei docenti, si giunge ad operare, progressivamente, una decristallizzazione dei loro “assunti”.

Il formatore tenta di attivare, indirettamente, una riorganizzazione cognitiva delle nuove informazioni emerse e, soprattutto, tenta di facilitare l’apprendimento di un metodo di costruzione degli interventi professionali, fondato sulla teoria della complessità, sulla psicologia culturale e sulla costruzione sociale di più ipotesi d’intervento intorno ad una stessa situazione problematica. L’obiettivo è di costruire un’impalcatura formativa che prevede in primo luogo di disattendere l’immediata aspettativa di ricevere una soluzione esterna al problema presentato. La metodologia, inoltre, favorisce la de-strutturazione di certe letture, spesso connotate da rigide convinzioni sui problemi, per giungere ad un quadro complesso e condiviso che faciliti interventi professionali più efficaci e densi di “senso”. Tra i vantaggi di questa metodologia vi sono anche: il rinforzare il senso di appartenenza ad una istituzione che può essere così percepita come funzionante ed efficace, perché efficaci si percepiscono i suoi rappresentanti; il promuovere l’idea dell’efficacia del lavoro di gruppo attraverso un’esperienza gratificante.

La metodologia CCIR favorisce una destrutturazione dei precedenti assunti comportamentali sulla situazione problematica e contribuisce ad una riorganizzazione delle risorse per fronteggiare il problema in maniera più funzionale ed adeguata.

2018-06-29T13:02:13+02:00 Giugno 29th, 2018|Pubblicazioni|